Eko e ATMO contro il cancro: tutta un'altra musica

November 13, 2017

Candiolo è un piccolo comune di quasi seimila abitanti alle porte di Torino, ospita l’Istituto IRCCS, uno dei migliori centri d’Italia specializzati nel trattamento delle patologie oncologiche.
Nove dei pazienti in cura nell’Istituto sono venuti dal Venezuela per sottoporsi al trapianto di midollo osseo e stanno lottando contro gravi malattie come la leucemia, il linfoma di Hodgkin o l’aplasia midollare.


Il tempo scorre lento nel paese e per chi viene da grandi città come Caracas o Maturin non è facile trovare delle distrazioni per passare le lunghe giornate che si intervallano tra una visita e l’altra, tra un ricovero e l’altro.
In aiuto sono arrivati la Eko Music Group e l’amore per la musica di alcuni pazienti.


Alla casa d’accoglienza “La Madonnina”, dove alcuni di loro risiedono, è arrivato un pacco molto grande, come grande è la curiosità sul contenuto di quella scatola misteriosa.
I colori accesi della biblioteca accolgono la sorpresa e la consegna dell’inaspettato regalo. I primi dubbi vengono subito fugati: “non è una lavatrice né un televisore”.
Jesus in Venezuela era direttore d’orchestra, ha già un’offerta per dirigere l’Orchestra Sinfonica Giovanile di Maturin al suo ritorno in Venezuela una volta terminato il suo ciclo di cure.
È il primo ad avvicinarsi, tutti gli altri lo seguono. Si aggiungono Cesar, che suona il flauto traverso sin da quando era bambino, Jose Enrique, che suonava la viola.
Jose Armando ha 19 anni, esplosivo per allegria e sorrisi regalati, anche lui si impegna a disfare il nastro adesivo che sigilla la scatola.
Uno degli effetti della leucemia su Attilio e sui suoi vent’anni è stato la perdita della vista, è diventato ipovedente.
Aveva iniziato un corso per imparare a suonare la chitarra quando ancora viveva in Venezuela, per potersi sottoporre al trapianto del midollo osseo ha però dovuto interromperlo e partire per Candiolo. Le sue dita tuttavia ricordano ancora la posizione di qualche accordo della scala di Do.

 

La scatola finalmente si apre e ne escono tre chitarre classiche e due ukulele, ovviamente a marca Eko, regalo per i ragazzi direttamente dalla storica fabbrica italiana di chitarre.
C’è grande entusiasmo nell’aria. Ad Attilio va la prima chitarra, per riprendere il percorso che ha dovuto interrompere.
Jose Armando e Miguel Angel, tra i più giovani del gruppo, non hanno mai suonato uno strumento, Jesus sarà il loro primo maestro.


Jose Enrique, Cesar e Jesus iniziano ad accordare gli strumenti, processo leggermente più difficile per gli ukulele, strumento che non conoscono bene.
Anche tra i familiari che li accompagnano l’allegria è palpabile, dopo i primi accordi usciti dalle mani di Cesar e Jesus, è la voce profonda di Gregorio, padre di Jose Enrique, a cambiare definitivamente l’atmosfera: le note di un ritmo caraibico, una vecchia canzone popolare di Gualberto Ibarreto, l’ironica canzone Maria Antonia riempie la biblioteca e rompe il consueto silenzio della casa d’accoglienza.


Jesus e Cesar fanno una promessa: “il tempo, il nostro tempo, il ritmo delle nostre giornate non sarà più lo stesso, e per questo dobbiamo ringraziare Eko. Vogliamo insegnare agli altri a suonare e perché no, magari formare un gruppo per poter dare a Candiolo un esempio di quello che è la cultura venezuelana. Questo regalo ci da anche un’altra preziosissima possibilità, poter esprimere attraverso la musica i nostri sentimenti, quelli che molto spesso teniamo chiusi dentro”.
 

Per loro, da oggi in poi, a Candiolo sarà tutta un’altra musica.

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