Una giornata particolare: una gita al Lago di Martignano

July 19, 2017

 

Da sempre diamo un grande valore, all’interno del percorso di cura, ai momenti di socialità e spensieratezza.

Dei momenti per uscire fuori, fuori dagli ospedali, fuori dalle residenze, per tornare seppur per poco tempo alla vita normale, al mondo oltre la malattia.

Riteniamo che le amicizie in queste occasioni corrano più veloci, si fortifichino nella leggerezza di un’esperienza vissuta insieme.

Vivere e curarsi in una città grande e caotica come Roma, riuscire a mantenere forti i legami tra le persone, i sentimenti di sostegno e solidarietà, può sicuramente risultare più faticoso che in altri luoghi.

 

Una gita fuori porta a metà luglio, quindi, era quello che ci voleva… tutti in carrozza e via, rotta verso il Lago di Martignano.

Quando in lontananza si inizia a scorgere il blu delle acque del Lago di Bracciano la strada devia.

Lo sguardo viene racchiuso da una gola rocciosa per poi riaprirsi al bellissimo paesaggio dell’oasi naturalistica di Casale di Martignano.

E’ la piccola Sara a rompere gli indugi: “quiero bañarme!”, “voglio fare il bagno!”. Tutti gli altri seguiranno.

Sorrisi si schiudono.

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Le mani di Karolae e Mayleni si stringono tra loro, si accompagnano a vicenda oltre la riva.

Gli schizzi d’acqua di piccole, innocue e divertenti battaglie si alzano. Tra i protagonisti ci sono loro, i due “chicos”, quattordici anni a testa, Jesus & Jesus.

Aime, invece, preferisce l’ombra. Il bagno se lo godrà più tardi, con più tranquillità, “después de la vuelta”.

 

Verso mezzogiorno inizia la nuova avventura, soprattutto per i genitori, dovranno pedalare duro per far uscire controcorrente i pedalò.

Dopo i primi metri gli scafi scivolano senza problemi sul filo dell’acqua, il vento scompiglia i capelli ed accarezza il volto, gli sguardi sono sorridenti e sereni.

Inizia una piccola gara, le ragazze cantano la canzone “Despacito” ed i due Jesus, ovviamente nello scherzo, non gradiscono.

 

Stanno per iniziare le ore più calde del giorno e si ritorna verso riva.

All’ombra delle rovine della rocca, sotto i parasole, il laboratorio del pane attende.

La giornata sta per volgere al termine ed ogni attimo è prezioso per l’ultimo bagno.

I due pulmini per il ritorno arrivano e con essi il momento dei saluti. Qualcuno si abbraccia.

In quell’abbraccio, nei passi incerti di chi non sa nuotare, mossi insieme, in avanti, verso l’acqua, nei volti sorridenti e finalmente leggeri, riconosciamo tutto il senso di questa giornata, per noi che l’abbiamo organizzata, ma soprattutto per i nostri ragazzi.

 

 

 

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