Il trapianto di midollo osseo

Che cos'è il trapianto di midollo osseo? A cosa serve? Perchè è importante? 

Guarda la storia di Luca e Camila e trova le risposte a tutte le tue domande!

Diventa donatore! Iscriviti al Registro Nazionale dei Donatori di Midollo Osseo su https://ibmdr.galliera.it

Il trapianto di midollo osseo è il fulcro di un percorso terapeutico lungo e complesso, in cui il midollo osseo malato viene sostituito con un altro sano allo scopo di ristabilire la normale produzione delle cellule del sangue.

Il midollo osseo è un liquido rosso come il sangue, contenuto nella ossa piatte e nelle ossa lunghe del nostro corpo (le ossa del cranio, quelle del bacino e lo sterno) e costituito da un particolare tipo di cellule, dette staminali ematopoietiche, che hanno il compito di riprodurre le cellule del sangue: i globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine. 

Le persone colpite dalla leucemia o da altre malattie del sangue (talassemia, aplasia midollare, mielofibrosi, linfoma di Hodgkin o non Hodgkin etc.) hanno livelli molto bassi di globuli rossi e/o piastrine nel sangue, o i loro globuli bianchi non funzionano più; ciò può causare emorragie del sangue, un lento deterioramento degli organi e un'elevata vulnerabilità a qualsiasi tipo di infezione.

In alcuni di questi casi, il trapianto di midollo osseo può essere l'unica via di salvezza, ma occorre trovare un donatore compatibile. E solo uno su 100.000 lo è al 100%.

La ricerca di un donatore avviene in primo luogo tra i familiari del paziente, dove è più probabile trovare un donatore compatibile; nel caso in cui ciò non avvenga o non sia possibile, viene attivato il Registro Nazionale dei Donatori di Midollo Osseo (IBMDR), collegato a tutti i registri internazionali, che effettua una ricerca tra i donatori volontari di tutto il mondo. 

Una volta trovato un donatore compatibile, il paziente si sottopone alla chemioterapia, a volte associata alla radioterapia, al fine di predisporre il suo midollo alla ricezione delle nuove cellule del donatore e ridurre il più possibile il rischio di un rigetto. 

Quando il trapianto avviene grazie a un donatore, si parla di trapianto allogenico se il donatore è un fratello o una sorella, un altro familiare o un donatore iscritto nel registro internazionale dei donatori di midollo osseo; oppure di trapianto singenico, se il donatore è geneticamente identico, come nel caso dei fratelli gemelli.

Invece, nel caso del trapianto autologo donatore e ricevente coincidono: al paziente vengono infuse le sue stesse cellule, in seguito a dei cicli di chemioterapia e radioterapia. 

Una volta realizzato il trapianto, il paziente dovrà continuare il suo percorso di cura sottoponendosi a molti controlli, che serviranno a monitorare la sua reazione e a verificare il numero e il funzionamento delle piastrine, dei globuli rossi e dei globuli bianchi presenti nel sangue.